Indice del numero corrente

vol. VII, n. 1 (2016)

 


Marco Scotti - Anna Zinelli

Editoriale

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Giulia Cocconi

Episodi di realismo a Parma: Bartolomeo Schedoni e il fascino del Caravaggio

Pittore di corte nella Parma di Ranuccio I Farnese dal 1607, Bartolomeo Schedoni sperimenta nelle prove pittoriche della maturità brani di innegabile realismo, giungendo al contempo ad una trasformazione luministica che pare presupporre la conoscenza dell'opera del Caravaggio. Questo studio si propone di ripercorrere gli scambi tra la scena artistica parmense e quella romana per fare luce sui canali attraverso cui il pittore modenese può aver avuto occasione di aggiornarsi sull'opera del Merisi.

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Sara Fontana

Aroldo Bonzagni, un artista antagonista. Pittore, illustratore, cartellonista e caricaturista

Approdato a Milano dalla natia Cento ed entrato in contatto con il nascente gruppo dei Futuristi, Aroldo Bonzagni (1887-1918) ebbe una parabola artistica di circa un decennio in cui maturò un linguaggio realista-espressionista. Alla pittura e al disegno affiancò la caricatura, l'illustrazione e la cartellonistica. E fu soprattutto in quest’ultima che si manifestò il suo sentimento politico, rafforzato dalla presentazione delle opere in alcune vetrine di via Dante e dal frequente intervento della censura. Tuttavia una lettura politica affiora anche in altri suoi temi: il lavoro e l’industria nella metropoli in crescita, gli appuntamenti mondani della borghesia milanese e le vedute popolari della periferia, teatro della vita di poveri ed emarginati.

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Marta Sironi

ILLUSTRAZIONE MONUMENTALE. Il ‘canone letterario’ di Mario Sironi su La Rivista. 1924-1943

Nell’agosto 1923 il sistema editoriale del Partito Fascista incentrato sul quotidiano Il Popolo d’Italia lancia un nuovo mensile illustrato, La Rivista illustrata del Popolo d’Italia. Il presente contributo intende analizzare le illustrazioni di Mario Sironi per gli interventi letterari mostrando il progressivo definirsi di un canone visivo in linea con la contemporanea sperimentazione del pittore: un’illustrazione monumentale intesa come riscrittura della realtà in linea con la rivoluzione fascista e direttamente ispirata alla tradizione artistica nazionale che lo stesso Sironi presentava in alcuni articoli pubblicati sullo stesso mensile tra il 1934 e il 1936.

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Amalda Cuka

Tra utopia e rivoluzione: le visioni di Diego Rivera al Rockefeller Center di New York

I murales eseguiti da Diego Rivera (1886–1957) al Rockefeller Center di New York nel 1933 sono fra le più note opere d’arte scomparse. Ad aver reso celebre il dipinto non è stato il successo di pubblico, data la rimozione del lavoro ancora in corso d’opera, ma il ricchissimo dibattito alimentato dalla stampa. Un’occasione di riflessione è offerta in questa sede dall’attenzione che il New York Times ha dedicato all’argomento: dalla lettura dei numerosi interventi emerge, da una parte, la capacità di Rivera di entrare in comunicazione con un vasto pubblico, e dall’altra il ruolo avuto dalla stampa nella diffusione - quasi involontaria - del suo messaggio.

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Anna Zinelli

Il Realismo Socialista come forma di “non arte”. Alcune ipotesi di lettura a partire dalla XXXII Biennale di Venezia e dalla documenta 3 di Kassel del 1964

Il 20 luglio del 1964 la Pravda pubblica un duro attacco alla Biennale di Venezia accusandola di “ciarlataneria”, mentre da parte della critica italiana emerge una diffusa tendenza a non ammettere la stessa liceità estetica del Realismo Socialista, analogamente a quanto proposto a documenta, che lo esclude programmaticamente. A partire da questi casi due espositivi, l’articolo si propone di indagare l’affermazione di un modello di lettura che risente profondamente delle politiche culturali in atto negli anni della guerra fredda, i cui retaggi continueranno a perpetuarsi nel dibattito successivo.

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Elisabetta Modena

Eva Marisaldi, Dopolavoro. Frammenti di  realtà al Premio Suzzara (1948-2013)

Il saggio presenta un’analisi sull’opera dell’artista Eva Marisaldi (Bologna 1966), Dopolavoro, installazione realizzata nell’ambito della 48° edizione del Premio Suzzara (2013). L’opera intesse uno stretto legame con il tema del “lavoro” in rapporto alla storia del Premio, luogo culturale tra i più significativi dell’arte del realismo in Italia della seconda metà del secolo scorso. Attraverso il suo intervento Marisaldi aggiunge un ulteriore capitolo a questa storia con una riflessione che parte dagli anni della nascita del Premio dedicato al “lavoro e lavoratori nell’arte” e si sviluppa attraverso una moderna modalità di confronto con la realtà e con le strategie con cui è possibile raccontarla e rappresentarla.

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Alessandra Pioselli

Osservare paesaggi – fare cittadinanza. Pratiche territoriali nel lavoro degli artisti italiani

La scena artistica anche in Italia è marcata da autori che interpretano il paesaggio come stratificazione di modi d’uso, vissuti e rappresentazioni. Questi artisti elaborano progetti spesso partecipativi o che comunque presuppongono la creazione di “luoghi” dialogici che connettono persone, spazi e tempi. Tra gli “artisti della realtà” si potrebbero annoverare coloro che articolano osservazione e partecipazione dentro i territori e la vita civica dell’Italia contemporanea. La tesi è affrontata attraverso la lettura di alcuni progetti realizzati in Italia negli ultimi quindici anni.

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Roberto Pinto

Tutti i passati dell’arte: la Biennale di Venezia del 2015. La rappresentazione del colonialismo

Con questo saggio si intende analizzare l’ultima edizione della Biennale di Venezia. Curata da Okwui Enwezor, essa si presenta come uno statement politico del curatore nigeriano, già a partire dalla sala centrale del Padiglione Italia dove, per tutta la durata della mostra, viene letto interamente Il Capitale di Karl Marx. Nel testo si prende in analisi il punto di vista postcoloniale del curatore anche attraverso un breve excursus sulle sue mostre precedenti, al fine di capire come si sia evoluto il suo punto di vista critico e come si siano intrecciati tematiche politiche e sviluppi mercantili dell’arte stessa.

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Marco Scotti - Anna Zinelli

Intervista a Emanuela De Cecco

All’interno della riflessione proposta in questo numero sulle pratiche che interrogano il reale a partire da uno sguardo “politico”, si è voluta proporre un’intervista a Emanuela De Cecco, critica d’arte e docente di Storia dell'arte contemporanea e Cultura Visuale presso la Facoltà di Design e Arti dell'Università di Bolzano, in particolare in relazione al suo ultimo libro Non volendo aggiungere altre cose al mondo. Politiche dell'arte nella sfera pubblica.

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