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Il dossier, sviluppato nell’ambito del PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale, assume il festival come forma storica e dispositivo culturale, inteso come campo di relazioni tra pratiche artistiche, istituzioni e immaginari politici. A partire dai casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario e del Festival dei Due Mondi, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione e di produzione di memoria, tra dimensione locale, reti transnazionali e processi di trasformazione nel secondo Novecento.
La sezione dedicata agli anni Cinquanta è introdotta da una premessa di contesto, che ricostruisce il quadro geopolitico, culturale e teatrale entro cui nascono il FITU e il Festival dei Due Mondi, mettendo a fuoco le condizioni storiche che rendono possibile l’emergere del festival come forma.
Il contributo propone una riflessione sui primi anni di vita del Festival internazionale del teatro Universitario (FITU) di Parma al fine di mettere in luce alcune delle problematiche legate alla nascita e allo sviluppo di un festival universitario fondato su relazioni transnazionali. Questo approfondimento cerca, più in particolare, di far emergere alcuni aspetti delle dinamiche politiche, culturali ed estetiche che hanno fatto nascere e poi strutturato un festival creato dai giovani e per i giovani per scoprire e diffondere modi originali di pensare la pratica e la cultura del teatro nel contesto dell’Italia e dell’Europa degli anni Cinquanta.
Come nasce il “mito” del Festival dei Due Mondi? Il saggio vuole analizzare, tramite materiali d’archivio e fonti orali, gli elementi essenziali del “mito” di Spoleto: i giovani “liberi” di esprimersi, il “ponte” tra Italia e Usa, la “città delle arti”, la “nostalgia delle corti”… In parallelo si pone attenzione agli strumenti di concretizzazione: dalle strategie comunicative alle deliberazioni dell’amministrazione pubblica. Alle soglie del “miracolo italiano”, il Festival dei Due Mondi viene affrontato nel contesto culturale della provincia italiana alla fine degli anni Cinquanta.
La sezione dedicata agli anni Sessanta assume il festival come dispositivo chiamato a misurarsi con la durata, il mutamento storico e l’emergere di nuovi soggetti sociali. La premessa introduce una lettura problematica del decennio, interrogando l’intreccio fra continuità e rottura nei processi concreti di programmazione, governance e relazione con il pubblico.
Il contributo analizza il biennio 1965-1966, momento di ridefinizione strutturale e culturale del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma (FITU). Attraverso fonti archivistiche e orali, il saggio profila la nuova governance studentesca e il ruolo del festival come dispositivo di mediazione tra teatro universitario, neoavanguardia e professionismo. L’happening del New Group, le esperienze di Charles Marowitz e del Teatro Nacional Universitario di Madrid evidenziano l’orientamento crescente verso sperimentazione estetica e teatro politico
l contributo analizza il triennio 1967–1969 al Festival dei Due Mondi interrogando il rapporto tra l’evento e ciò che retrospettivamente definiamo “Sessantotto”. Attraverso l’esame di programmi, documenti amministrativi, stampa e testimonianze orali, il saggio mostra come il festival, pur intercettando alcune trasformazioni estetiche e generazionali, mantenga una forte continuità istituzionale. Ne emerge una temporalità propria della “città-festival”, in cui il Sessantotto non assume valore di rottura fondativa ma si inscrive in una memoria stratificata e asimmetrica.
La sezione dedicata agli anni Settanta interroga l’ultima stagione del FITU a partire dall’orizzonte programmatico che il festival parmense scelse per il triennio 1973-1975, all’insegna del ‘popolare’. La premessa ricorda sinteticamente gli anni Settanta come vera e propria «civiltà teatrale», spartiacque fra un prima e un dopo del teatro a livello globale.
Il contributo analizza l’ultima stagione del FITU (1973-75), segnata dall’idea di popolare come “etno‑impegno”. Tra fonti d’archivio e testimonianze, il festival emerge come spazio del dibattito sul folklore nell’Italia dei movimenti e nel contesto postcoloniale, con casi anche mediterranei. Il saggio tratta infine il passaggio al professionismo tramite le cooperative e il ruolo del FITU nel riassetto del teatro.
La tabella che segue nasce dal lavoro di ricognizione e di attraversamento degli archivi che ha accompagnato l’intero percorso di ricerca sui tre festival presi in esame nell’ambito del progetto (PRIN 2022) Il Teatro dei Festival tra locale e globale.
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