Dossier 5 (2019)

 

Gli archivi del corpo



Gaia Clotilde Chernetich

Introduzione

 

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I. Gli archivi del corpo fra danza, letteratura e drammaturgia (XVIII e XIX secolo)

Paolo Russo

Dall'opera al ballo e ritorno: Cesare in Egitto nell'Italia napoleonica

Lo studio esamina le dinamiche di traduzione dall’opera Cesare in Egitto di Ballani e Curci (Napoli 1797) al ballo di Gioia (1807, 1809) e viceversa dal ballo all’opera di Andrioli e Paganini (Torino 1814) sullo sfondo delle pratiche di celebrazione di Napoleone in Italia. Grazie al ballo di Gioia, l’opera recupera le situazioni tensive e terribili della drammaturgia italiana riformata ma le declina in uno spettacolo sostanzialmente improntato alla poetica francese dove il classicismo napoleonico aveva riaffermato la scissione tra valore melodico e valore drammatico.

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Bruno Ligore

Prima del Traité? Alternative possibili per lo studio della corporeità del primo Ottocento

Per lo studio della danza teatrale a cavallo tra Sette e Ottocento, il saggio esplora percorsi alternativi al pensiero di Carlo Blasis, proponendo uno scorcio sulla misconosciuta Théorie du Geste del pittore Jacques-Nicolas Paillot de Montabert (1813) e sugli strumenti tecnici dei coreografi Jean Aumer e André Jean-Jacques Deshayes. (1800-1823).

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Carla Pomarè

Archivi intermediali: il valzer nella testualità byroniana

L’incontro intermediale fra la testualità byroniana e il valzer rappresenta un esempio di letteralizzazione della danza che fa del discorso letterario una chiave d’accesso alla ricostruzione storica dei fenomeni legati alla danza. Di questo particolare archivio del corpo vengono qui seguite le tracce in relazione allo statuto del valzer come pratica sociale nell’Inghilterra del primo Ottocento, evidenziando le dinamiche di classe e di genere che vengono attivate dai discorsi sul corpo legati al nuovo ballo.

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II. Le danze contemporanee: memoria, corpo-archivio, tradizione (XX e XXI secolo)

Susanne Franco

Corpo-archivio: mappatura di una nozione tra incorporazione e pratica coreografica

Il testo propone una ricognizione storico-teorica del concetto "corpo-archivio" ovvero di come la materialità del corpo possa essere intesa come un insieme di documenti capaci di suggerire significati oltre la dimensione fisica e custodire le tracce di un sapere remoto quanto in costante trasformazione. Le molte teorizzazioni del corpo come archivio avanzate da studiosi e artisti stanno sostanziando nuovi approcci teorici e pratici alla storia della danza, per decostruire le narrazioni e le genealogie frutto di impostazioni più tradizionali.

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Gaia Clotilde Chernetich

Il corpo-archivio nelle politiche della memoria: il caso di Pina Bausch

Questo articolo rende conto di alcuni aspetti della mia ricerca dottorale riguardante gli usi della memoria e le modalità di trasmissione delle conoscenze nel caso della Fondazione Bausch e del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch osservati negli anni successivi al 2009, anno della morte della coreografa Pina Bausch. In particolare, nel testo mi soffermo sulle articolazioni della nozione di “corpo-archivio” e sulle sue implicazioni attive nel corso dello studio.

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Annalisa Piccirillo

Danzare/Archiviare. Corporeità mediterranee in contatto

Sullo sfondo della creatività mediterranea e della contingenza storica delle migrazioni contemporanee, questo contributo compie un esercizio archivistico per riflettere sulle pratiche politiche e poetiche di alcune corporeità femminili e delle loro memorie condivise. Il tatto/l'atto di toccare, e di essere in con-tatto nella danza, diventa il "senso" privilegiato che questa scrittura sceglie per comprendere e archiviare una nuova modalità sensibile di abitare la regione Euro-mediterranea, e, insieme, per manifestare il desiderio di coreografare nuove pratiche di ospitalità.

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Carolane Sanchez

Corps flamenco: «modernes et anti-modernes, avant-gardistes et traditionnels, rebelles et institutionnels»

Afin de mener une réflexion sur la réévaluation qui s'opère aujourd'hui des traces et archivesqui font tradition dans le flamenco, par une étude des discours et gestesque portent ces «corps-archives», nous tenterons de dépasser la lecture souvent simpliste, d'un rattachement identitaire du flamenco aux acceptions restreintes de «populaire» et d'«a-politique», afin de démontrer que ces «corps-flamencos» sont, par leurs constructions, des «corps-réseaux», pluriels.

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III. Costruire il corpo: documenti, immagini, testimonianze (XX e XXI secolo)

Alessandra Sini

Il lavoro di Michele Di Stefano per la ripresa coreografica di e-ink fra note autografe e pratiche incorporate

Con un approccio poietico, l'articolo espone l’interdipendenza fra "gli archivi del corpo" e "i corpi in quanto archivi" nelle pratiche di trasmissione/incorporazione di Michele Di Stefano (mk), analizzando le modalità di ripresa nel 2015 di e-ink (1999), duo d'esordio del gruppo.

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Joëlle Vellet

L'image en mouvement: créer l'archive pour soi, documenter l'archive pour l'autre

Lorsque les chercheurs en danse filment au cours de leurs pratiques de terrain ou d'entretiens, ils créent en un premier temps un outil de mémoire de ce qui est observé et observable et ils peuvent à partir de celui-ci générer un autre discours par le praticien lui-même (entretien d'auto confrontation à sa propre activité). Si ces films-traces deviennent archives, car recherchés pour être à nouveau appropriés, interprétés, une question essentielle surgit: comment documenter ce document lorsqu'on le produit, pour qu'il passe de l'archive pour soi à l'archive pour l'autre?

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