Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche postfotografiche che interessano usi documentali, artistici e sociali e che si pone come elemento di confine tra diversi sistemi espressivi.
Lo screenshot è una “fotografia” dello schermo – e in quanto tale può essere letta anche come pratica di rimediazione – che permette a chiunque di salvare contenuti che appaiono sui nostri device e che, anche in italiano, ha assunto una dimensione verbale (si screenshotta ciò che ci interessa appuntare, ricordare o condividere).
DENTRO/FUORI – vol. III, 1 (2012)
EDITORIALE
ARCHIVIO RIVISTA
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Questo numero, dedicato agli Archivi della festa e dello spettacolo, confronta metodi di mappatura, studio e digitalizzazione di fonti primarie utili a indagare la cultura delle arti performative in contesti storici differenti, accomunati però dal desiderio di celebrare un accadimento significativo. Manoscritti, stampe, disegni, bozzetti, piante di luoghi teatrali – spesso inediti – raccontano in queste pagine di progetti, cronache e idee di feste. Non per dettagliare il ritratto di eventi più o meno noti del passato, ma per guidare il lettore alla scoperta degli archivi che hanno ancora una storia diversa e nuova da narrare della civiltà che ha prodotto i festeggiamenti qui esaminati.
Cataloghi: storie soluzioni e prospettive
vol. XI, n. 1 (2022)
Questo numero vuole offrire una riflessione critica sulla storia e il ruolo della catalogazione come strumento di organizzazione del sapere e di tutela dei beni culturali, anche attraverso un’analisi dell’evoluzione dell’inventario da ‘lista delle cose’ a strumento digitale di valorizzazione e comunicazione di una collezione, riflettendo inoltre sull’importanza del catalogo come forma di ricognizione individuale e/o di rappresentazione collettiva.
ARCHIVIO DOSSIER
Pensare i festival. Teatro, memorie, conflitti al FITU di Parma e al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1953-1975)
Dossier 10 (2026)
Il dossier si colloca all’interno del progetto PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale e assume il festival non come semplice contenitore di eventi, ma come forma storica e dispositivo culturale. Attraverso i casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione tra pratiche artistiche, assetti istituzionali, immaginari politici e trasformazioni sociali nel secondo Novecento italiano.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Il convegno Patrimoni in Movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, tenutosi a Parma e Modena nel 2024, ha indagato il tema della movimentazione dei beni culturali in chiave interdisciplinare. La consapevolezza che il patrimonio sia testimonianza della nostra storia, depositario dei valori a cui siamo legati, obbliga a ripensare l’impatto del suo spostamento nel processo di sviluppo della cultura. Il “passaggio” del patrimonio non è un semplice cambio di proprietà o di collocazione dei beni, ma rappresenta il modo in cui l’identità di un popolo si crea e si diffonde.
Arte medievale in mostra. Modelli e progetti espositivi in Italia (1871-2022)
Dossier 8 (2023)
Questo Dossier intende esaminare come il fenomeno delle mostre e dei relativi allestimenti temporanei e permanenti abbia contribuito a plasmare una particolare percezione dei modelli di immagine comunemente intesi come “medievali”, approfondendo sia questioni di carattere generale e trasversale, sia specifici casi di studio relativi a episodi espositivi e museali che hanno segnato l’epoca contemporanea dalla fine del XIX secolo sino a oggi.
di Luigi Allegri
Siamo al terzo numero della rivista. E il punto di partenza, lo sguardo con cui osservare la cultura e il mondo ci porta ancora a parlare di spazi. Spazi fisici, architettonici, geografici, ma anche spazi mentali e simbolici, spazi dell’istituzione e spazi di libertà. E ancora una volta parliamo di confini, di linee di demarcazione che contengono e costringono ma insieme segnalano la presenza di un’altra realtà, fuori, con cui confrontarsi. Dentro/fuori, dunque. Questa è la cifra che marca questo numero di Ricerche di S/Confine.
Prospettiva declinata in modi molto diversi, apparentemente e forse anche sostanzialmente, perché l’interdisciplinarietà è per noi un presupposto irrinunciabile, e per questo differenti e diversificati sono i punti di vista, le pertinenze scientifiche, le modalità operative, le finalità di ricerca. C’è dunque una ricerca di storia della cultura teatrale (Maria Pia Pagani), che marca l’opposizione dentro/fuori con l’analisi di una commedia goldoniana recitata in una fondamentale tournée russa di Eleonora Duse, esperienza che ha portato “fuori” uno dei pilastri della drammaturgia italiana. C’è una ricerca di teoria e storia dell’illustrazione (Vanja Strukelj), che indaga nell’ottocentesco Tableau de Paris le modalità di rappresentazione della città, dei suoi spazi, dei suoi interni e dei suoi esterni, nel contesto di una rapida e tumultuosa modificazione sia urbanistica che delle relazioni sociali. Ci sono tre ricerche dedicate alle esperienze della cultura artistica italiana della seconda metà del Novecento, tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta: la ricostruzione analitica della mostra Possibilità di relazione (Cristina Casero), che segna un confine significativo di dentro/fuori tra la cultura informale e quella della Nuova Figurazione; l’indagine sui Plurimi di Emilio Vedova (Elisabetta Longari), singolare esperienza che rompe la scansione della tradizionale visione dell’opera pittorica inserendola “dentro” un contesto spaziale che ne muta radicalmente la fruizione estetica e anche sensoriale; l’analisi della poetica e delle opere di quattro artiste del gruppo Metamorfosi (Elena Di Raddo), che tocca anche il tema dei rapporti di potere dentro l’istituzione artistica e la peculiarità dei linguaggi femminili fuori dalle convenzioni. C’è un analitico discorso teorico-critico sulla mostra Tempo libero della Triennale del 1964 (Francesca Zanella), che declina il rapporto dentro/fuori nella dialettica tra struttura espositiva e contenuti dell’esposizione, tra oggetti, immagini e architettura. C’è un intervento di taglio teorico (Giulia Crippa) sulle manifestazioni culturali di realtà anche geograficamente lontane, nell’ottica della cosiddetta globalizzazione, che si appropriano artisticamente del contesto urbano, “dentro” la città ma “fuori” dalle istituzioni. C’è infine il rendiconto di due ricerche in corso, una sulla poetica e l’opera fotografica di Franco Grignani (Irene Accorsini) e una su Antonio Boggeri, una delle principali figure della grafica italiana (Camilla Chiappini).
Ricerche che esplorano spesso i perimetri dei campi disciplinari, che cercano nella tensione dialettica tra dentro e fuori dei confini degli specialismi una modalità nuova e più coinvolgente di stare dentro l’accademia. Noi crediamo sia giusto così.
ARCHIVIO
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
vol. XIII, n. 1 (2025)
Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche postfotografiche che interessano usi documentali, artistici e sociali e che si pone come elemento di confine tra diversi sistemi espressivi.
Lo screenshot è una “fotografia” dello schermo – e in quanto tale può essere letta anche come pratica di rimediazione – che permette a chiunque di salvare contenuti che appaiono sui nostri device e che, anche in italiano, ha assunto una dimensione verbale (si screenshotta ciò che ci interessa appuntare, ricordare o condividere).
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
vol. XIII, n. 1 (2025)
Introduzione / Introduction
Elisabetta Modena - Federica Villa Basta una rapida pressione simultanea di tasti – sul computer o sul bordo liscio di uno smartphone – per catturare ciò che appare su uno schermo e sottrarlo al suo immediato dissolversi. È un gesto minimo e quotidiano, entrato con...
CALL FOR PAPERS – L’infanzia in scena
Call for papers - Vol. XIV, n. 1 (2026) L’infanzia in scena: drammaturgia, pedagogia e amministrazione del bambino nel teatro d’opera a cura di Ruben Vernazza Il prossimo numero della rivista è dedicato a contributi che studino il rapporto tra opera e infanzia da...
Pensare i festival. Teatro, memorie, conflitti al FITU di Parma e al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1953-1975)
Dossier 10 (2026)
Il dossier si colloca all’interno del progetto PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale e assume il festival non come semplice contenitore di eventi, ma come forma storica e dispositivo culturale. Attraverso i casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione tra pratiche artistiche, assetti istituzionali, immaginari politici e trasformazioni sociali nel secondo Novecento italiano.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Il convegno Patrimoni in Movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, tenutosi a Parma e Modena nel 2024, ha indagato il tema della movimentazione dei beni culturali in chiave interdisciplinare. La consapevolezza che il patrimonio sia testimonianza della nostra storia, depositario dei valori a cui siamo legati, obbliga a ripensare l’impatto del suo spostamento nel processo di sviluppo della cultura. Il “passaggio” del patrimonio non è un semplice cambio di proprietà o di collocazione dei beni, ma rappresenta il modo in cui l’identità di un popolo si crea e si diffonde.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Introduzione
L’idea da cui ha preso avvio il convegno Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, svoltosi tra Parma e Modena nei giorni 9 e 10 maggio 2024, nasce dalla volontà di approfondire, in una prospettiva diacronica e interdisciplinare, i processi di...
CALL FOR PAPERS – LO SCREENSHOT
Call for papers - Vol. XIII, n. 1 (2025) Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative a cura di Elisabetta Modena e Federica Villa Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche...
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Introduzione
di Valentina Anzani e Claudio Passera Gli archivi documentari rappresentano per più ragioni un terreno fertile e imprescindibile per la ricerca storica. Luoghi di tutela e valorizzazione della memoria, capaci di restituire materiali essenziali alla costruzione di...
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Questo numero, dedicato agli Archivi della festa e dello spettacolo, confronta metodi di mappatura, studio e digitalizzazione di fonti primarie utili a indagare la cultura delle arti performative in contesti storici differenti, accomunati però dal desiderio di celebrare un accadimento significativo. Manoscritti, stampe, disegni, bozzetti, piante di luoghi teatrali – spesso inediti – raccontano in queste pagine di progetti, cronache e idee di feste. Non per dettagliare il ritratto di eventi più o meno noti del passato, ma per guidare il lettore alla scoperta degli archivi che hanno ancora una storia diversa e nuova da narrare della civiltà che ha prodotto i festeggiamenti qui esaminati.
CALL FOR PAPERS – ARCHIVI DELLA FESTA E DELLO SPETTACOLO
Il prossimo numero della rivista è dedicato a contributi che illustrino l’apporto degli archivi alle ricerche sulla festa teatrale e musicale e, in particolare, a esperienze significative nella capacità di tracciare percorsi di gestione, studio e divulgazione dei...