CATALOGHI: STORIE SOLUZIONI E PROSPETTIVE VOL. XI, N. 1 (2022)
Editoriale

ARCHIVIO RIVISTA

Cataloghi: storie soluzioni e prospettive
vol. XI, n. 1 (2022)

Questo numero vuole offrire una riflessione critica sulla storia e il ruolo della catalogazione come strumento di organizzazione del sapere e di tutela dei beni culturali, anche attraverso un’analisi dell’evoluzione dell’inventario da ‘lista delle cose’ a strumento digitale di valorizzazione e comunicazione di una collezione, riflettendo inoltre sull’importanza del catalogo come forma di ricognizione individuale e/o di rappresentazione collettiva.

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Il documentario d’arte in Italia
Vol. IX, n. 1 (2018)

Cristina Casero - Sara Martin - Federica Veratelli Editoriale Full Text Federico Longari Solazzi Il cinegiornale come mezzo di propaganda: Varo e viaggio inaugurale del Conte di Savoia della compagnia Italia di Navigazione (1930) L'articolo propone un confronto tra un...

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ARCHIVIO DOSSIER

Gli archivi del corpo
Dossier 5 (2019)

Gli archivi del corpo Gaia Clotilde Chernetich Introduzione Full Text I. Gli archivi del corpo fra danza, letteratura e drammaturgia (XVIII e XIX secolo) Paolo Russo Dall'opera al ballo e ritorno: Cesare in Egitto nell'Italia napoleonica Lo studio esamina le dinamiche...

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di Alberto Salarelli

Il nuovo numero di Ricerche di S/Confine che queste poche righe hanno lo scopo di introdurre, tratta di un tema quanto mai attuale non solo negli ambiti di studio più frequentemente percorsi dalla nostra rivista ma, in generale, per tutto quanto attiene alla trasmissione della conoscenza nel mondo contemporaneo.
In un’epoca come la nostra, caratterizzata da una produzione di informazioni senza precedenti nella storia dell’umanità, in una società come la nostra, frequentemente definita, per l’appunto, come information society, la capacità di elaborare teorie e di sviluppare soluzioni per l’organizzazione dei documenti e per la loro indicizzazione non può che rivelarsi come un’attività strategica per consentire di mettere a frutto il patrimonio potenziale di conoscenze che tali documenti recano con sé, e che saranno in grado di esplicitare solo se efficacemente reperiti ed esplorati. Si tratta, insomma, di una questione che ha a che fare con «la dimensione quotidiana di ognuno di noi» (Duncan 2022: 9) perché ognuno di noi, durante una qualsiasi giornata, in molteplici occasioni, utilizza informazioni recuperate attraverso strumenti di ricerca che, in gran parte dei casi, oggi si rendono disponibili attraverso piattaforme accessibili in Rete.
L’idea di poter possedere lo strumento totale di accesso al sapere, il grande inventario con le opportune referenze per poter padroneggiare lo scibile universale, fa parte delle ricorrenti utopie che l’umanità coltiva da tempo immemorabile e che, nei tempi recenti, ha trovato in Google un formidabile esempio di come tale illusione possa manifestarsi con un grado eccezionale di pervasività e perduranza (Jeanneney 2006). La realtà è molto più prosaica perché, di fatto, il mondo «non sta più insieme» (Tadini 1999: 19): ogni indicizzazione, ogni tassonomia, ogni forma di mediazione informativa, sia che si ragioni su piccola o su grande scala, risulta limitata (in riferimento alla porzione documentaria presa in considerazione), precaria (in ragione di un tasso di obsolescenza delle tecniche utilizzate) e parziale (per le scelte, inevitabili, alla base dell’impianto indicizzatorio). L’informazione è per sua natura dinamica e ogni volta che ci si ingegna a fissarla in uno schema o a sintetizzarla in un indice siamo di fronte, per utilizzare la metafora di un grande autore, a un tentativo di percorrenza di un labirinto nel quale pareti e corridoi sono destinati a cambiare per l’eternità (Fowles 2000: 60). Eppure, nonostante le intrinseche limitazioni che ogni forma di mediazione reca con sé, abbiamo un’insopprimibile necessità di avvalerci dei vantaggi ad essa correlati, vantaggi compendiabili nell’idea che una qualche forma di ordinamento, per quanto traballante possa rivelarsi, sia comunque necessaria per agevolare il reperimento e l’accesso alle informazioni, per stabilire enclave arbitrarie di ordine e sistematicità (Wiener, 1964, p. 324).
Ma non è solo da queste considerazioni che è scaturita l’idea di dedicare un fascicolo di Ricerche di S/Confine ai cataloghi. Essi infatti non sono unicamente strumenti funzionali a un reperimento documentale ma, nelle loro distinte peculiarità, si pongono da un lato come forme di rappresentazione delle istituzioni che li hanno commissionati e, dall’altro, come esiti della dimensione intellettuale dei loro rispettivi autori. Per questo motivo lo studio dei cataloghi in quanto documenti storici si rivela foriero di scoperte di notevole interesse in merito al milieu culturale nel quale essi sono stati concepiti, essendo essi stessi frutto di scelte basate su interpretazioni del mondo e su scale di valori che, a volte, addirittura, comunicano in maniera più esplicita rispetto alle opere che indicizzano. Insomma: l’idea, purtroppo ancor molto inveterata, che la catalogazione sia un’attività neutra, anodina, distante dalla materia ribollente del reale, basata su regole intangibili in quanto scolpite nella dura roccia di cui sono fatte le tavole della legge, è fondamentalmente erronea: «Cataloguing is an art, not a science» affermò Charles A. Cutter (1837-1903), uno dei padri della catalogazione moderna in ambito biblioteconomico.

E allora prima di tutto, vista la ricchezza di spunti offerti dal panorama che abbiamo di fronte, sia che lo si osservi in modo sincronico, sia che si preferisca un approccio diacronico, forse sarebbe opportuno chiederci cosa un catalogo è, con quali modalità di visione possa essere interpretato un oggetto così denso di significati. È proprio ciò che hanno fatto gli autori dei contributi pubblicati nella prima sezione del fascicolo, contributi di taglio teorico, oscillanti tra il piano ontologico e quello fenomenologico, utili ad introdurre il lettore nella dimensione di complessità che caratterizza il tema in discussione. Segue una seconda sezione nella quale si troveranno esposte, in un ordine sommariamente cronologico, esperienze concrete di catalogazione, molto distanti le une dalle altre per gli oggetti presi in considerazione e le soluzioni metodologiche ad essi applicate ma che, proprio per questa difformità di approcci e di usi, si rivelano estremamente funzionali nel corroborare l’idea di un mondo, quello della catalogazione, dall’ampio e frastagliato perimetro, la qual cosa non può che solleticare la sensibilità di una rivista trasversale come la nostra. Una rivista che – verrebbe da dire: per statuto – rifugge la staticità e si apre alla sperimentazione di nuove soluzioni: a questo proposito, nell’articolo che chiude il fascicolo potrete leggere di come e perché siamo sbarcati su Wikidata grazie al prezioso lavoro di Pasquale Spinelli, con l’auspicio di rendere i nostri contenuti sempre più raggiungibili e sempre più interoperabili. Ma sappiamo anche quanto sia importante, per una rivista online, riflettere sulla preservazione dei contributi e mettere in atto strategie per garantire un accesso ad essi nel tempo. Per questo motivo, con la collaborazione di Chiara Storti, digital librarian presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, siamo stati inseriti nel progetto Archive-it e quindi i saggi pubblicati su Ricerche di S/Confine saranno da ora in poi sottoposti ad una procedura di backup presso una delle più grandi biblioteche digitali del mondo: Internet Archive. Due passaggi importanti, ne siamo convinti. Ed altri ancora ci attendono a breve.

Riferimenti bibliografici

Duncan, D 2022, Indice, Storia dell’, Torino, UTET.
Jeanneney, JN 2006, Google and the Myth of Universal Knowledge: A View from Europe, Chicago, University of Chicago Press.
Tadini E 1999, L’occhio della pittura, Milano, Garzanti.
Wiener N 1964, I am a mathematician: the later life of a prodigy. Cambridge (MA), MIT Press.

ARCHIVIO

Gli archivi del corpo – Dossier 5 (2019)
Introduzione

Gaia Clotilde Chernetich Il dossier Gli archivi del corpo si iscrive in un percorso di ricerca e di scambio accademico articolato e ampio che, a partire dagli studi sulla danza, rintraccia i collegamenti che quest’ultima intesse con i temi dei memory studies e con le...

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