Gli archivi del corpo – Dossier 5 (2019)
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vol. XI, n. 1 (2022)

Questo numero vuole offrire una riflessione critica sulla storia e il ruolo della catalogazione come strumento di organizzazione del sapere e di tutela dei beni culturali, anche attraverso un’analisi dell’evoluzione dell’inventario da ‘lista delle cose’ a strumento digitale di valorizzazione e comunicazione di una collezione, riflettendo inoltre sull’importanza del catalogo come forma di ricognizione individuale e/o di rappresentazione collettiva.

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Il documentario d’arte in Italia
Vol. IX, n. 1 (2018)

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ARCHIVIO DOSSIER

Gli archivi del corpo
Dossier 5 (2019)

Gli archivi del corpo Gaia Clotilde Chernetich Introduzione Full Text I. Gli archivi del corpo fra danza, letteratura e drammaturgia (XVIII e XIX secolo) Paolo Russo Dall'opera al ballo e ritorno: Cesare in Egitto nell'Italia napoleonica Lo studio esamina le dinamiche...

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Gaia Clotilde Chernetich

Il dossier Gli archivi del corpo si iscrive in un percorso di ricerca e di scambio accademico articolato e ampio che, a partire dagli studi sulla danza, rintraccia i collegamenti che quest’ultima intesse con i temi dei memory studies e con le diverse declinazioni possibili della nozione di archivio.

La redazione di questi scritti è stata alimentata inizialmente nel corso di due giornate di studi internazionali dall’omonimo titolo, Gli archivi del corpo, che hanno avuto luogo all’Università di Parma nel maggio del 2016 in collaborazione con l’Université Côte d’Azur. In quella occasione gli studiosi coinvolti hanno presentato le ricerche in corso avviando uno scambio di idee e materiali che ha portato nel tempo a consolidare alcuni approcci metodologici ma anche ad aprire a nuovi interrogativi e approfondimenti. Nel corso di questi scambi, grazie soprattutto agli sconfinamenti disciplinari che la presenza di prospettive di studio così diverse tra loro, è andata delineandosi la struttura di un numero monografico dedicato alla questione dell’archivio corporeo. Insieme alla corporeità, il tema dell’archivio è di assoluta attualità nella ricerca internazionale e richiama un approccio scientifico trasversale consentendo a modalità di lavoro e a campi di ricerca differenti di entrare in dialogo tra loro trovando uno spazio comune di riflessione.

Il dossier mette a fuoco diversi ambiti e diverse forme del tema “archivi” in particolare in riferimento sia alla corporeità intesa come spazio di azione e di riflessione privilegiato della memoria e della trasmissione, sia come oggetto e fulcro di discorsi, pratiche artistiche, culturali, sociali, politiche.

La radice epistemologica e metodologica del dossier poggia sugli studi dedicati alla danza e in particolare sulla nozione di “corpo-archivio”, che ricorre in molti dei saggi qui raccolti: per gli studiosi di danza, infatti, il corpo-archivio è un concetto teorico-pratico, una nozione chiave per studiare e comprendere gli usi della memoria e le dinamiche della trasmissione dei repertori coreografici.

Si è quindi voluto intenzionalmente estendere questo concetto verso una forma plurale e maggiormente inclusiva – “archivi del corpo” – di modo che studiosi e studiose potessero considerare in quanto archivi, depositari di un sapere e di un discorso sulla corporeità, le metodologie e anche altri oggetti artistici e culturali oltre ai repertori coreografici: trattati, testi letterari oppure veri e propri fondi archivistici. Tutti i contributi hanno una portata documentale e storica, oltre che di riflessione estetica o artistico-letteraria. Gli archivi del corpo sono dunque, innanzitutto, occasione di espansione e di disseminazione di un concetto e di una pratica della ricerca che non attiene unicamente agli studi sulla danza o alle arti dello spettacolo.

Il dossier è diviso in tre parti. La ripartizione degli interventi è innanzitutto cronologica, andando dal XVIII e XIX secolo fino alla contemporaneità.

Nella prima sezione del dossier figurano gli interventi del musicologo Paolo Russo, dello studioso di danza Bruno Ligore e della studiosa di letteratura inglese Carla Pomarè. Il saggio di Paolo Russo, riferito all’epoca napoleonica, affronta il tema della danza e dell’opera in riferimento all’esempio di Giulio Cesare in Egitto. Bruno Ligore osserva il primo Ottocento e lo studio della corporeità prima della pubblicazione del Traité di Carlo Blasis. Carla Pomaré, invece, ha trattato delle interazioni tra testo e danza nella lettura di Lord Byron.

Nel secondo gruppo di saggi sono presentati gli scritti di Susanne Franco, Gaia Clotilde Chernetich, Annalisa Piccirillo, Carolane Sanchez. L’articolo di Susanne Franco ha un carattere teorico e antologico, esso rintraccia e ripercorre, infatti, l’origine della nozione di “corpo archivio”. Gaia Clotilde Chernetich mette invece in luce la dimensione teorico-pratica di questa nozione osservando come questa si articoli nella pratica della sua ricerca sul caso di Pina Bausch. Annalisa Piccirillo affronta contestualmente l’archiviazione e la migrazione, due pratiche-cardine della contemporaneità e il loro rapporto con la femminilità. Carolane Sanchez, danzatrice e studiosa di flamenco, osserva invece come il flamenco sia una danza che assume tanto la prospettiva del corpo-archivio, quanto quella del corpo-rete (corps-réseaux), ovvero quella di una memoria non solo individuale, ma transculturale e collettiva.

Infine, nell’ultima sezione, il dossier raccoglie i contributi di Alessandra Sini, sulla sua esperienza di ricerca relativa agli archivi privati del coreografo Michele Di Stefano e quello di Joëlle Vellet sulla creazione delle fonti di ricerca audiovisive e sulle particolarità specifiche di questi strumenti di memoria nello studio della danza.

Senza ambire a stabilizzare delle nozioni che per loro natura sono dinamiche, senza prefiggersi di “fare il punto” sulle questioni legate agli archivi del corpo o di esaurire il discorso, il dossier vuole piuttosto raccogliere, rilanciare e riprendere le prospettive che sono state attraversate da studiosi che, in questi anni, si sono confrontati con la presenza e l’estensione di un concetto che è centrale poiché capace di mettere in relazione la storia, la memoria e il corpo, ognuna nella propria prospettiva multi sfaccettata e vitale.

Gaia Clotilde Chernetich
Curatrice del dossier

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