Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche postfotografiche che interessano usi documentali, artistici e sociali e che si pone come elemento di confine tra diversi sistemi espressivi.
Lo screenshot è una “fotografia” dello schermo – e in quanto tale può essere letta anche come pratica di rimediazione – che permette a chiunque di salvare contenuti che appaiono sui nostri device e che, anche in italiano, ha assunto una dimensione verbale (si screenshotta ciò che ci interessa appuntare, ricordare o condividere).
Agire il paesaggio. Teatri, pensieri, politiche del ‘luogo’ – Dossier 1 (2013)
INTRODUZIONE
ARCHIVIO RIVISTA
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Questo numero, dedicato agli Archivi della festa e dello spettacolo, confronta metodi di mappatura, studio e digitalizzazione di fonti primarie utili a indagare la cultura delle arti performative in contesti storici differenti, accomunati però dal desiderio di celebrare un accadimento significativo. Manoscritti, stampe, disegni, bozzetti, piante di luoghi teatrali – spesso inediti – raccontano in queste pagine di progetti, cronache e idee di feste. Non per dettagliare il ritratto di eventi più o meno noti del passato, ma per guidare il lettore alla scoperta degli archivi che hanno ancora una storia diversa e nuova da narrare della civiltà che ha prodotto i festeggiamenti qui esaminati.
Cataloghi: storie soluzioni e prospettive
vol. XI, n. 1 (2022)
Questo numero vuole offrire una riflessione critica sulla storia e il ruolo della catalogazione come strumento di organizzazione del sapere e di tutela dei beni culturali, anche attraverso un’analisi dell’evoluzione dell’inventario da ‘lista delle cose’ a strumento digitale di valorizzazione e comunicazione di una collezione, riflettendo inoltre sull’importanza del catalogo come forma di ricognizione individuale e/o di rappresentazione collettiva.
ARCHIVIO DOSSIER
Pensare i festival. Teatro, memorie, conflitti al FITU di Parma e al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1953-1975)
Dossier 10 (2026)
Il dossier si colloca all’interno del progetto PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale e assume il festival non come semplice contenitore di eventi, ma come forma storica e dispositivo culturale. Attraverso i casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione tra pratiche artistiche, assetti istituzionali, immaginari politici e trasformazioni sociali nel secondo Novecento italiano.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Il convegno Patrimoni in Movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, tenutosi a Parma e Modena nel 2024, ha indagato il tema della movimentazione dei beni culturali in chiave interdisciplinare. La consapevolezza che il patrimonio sia testimonianza della nostra storia, depositario dei valori a cui siamo legati, obbliga a ripensare l’impatto del suo spostamento nel processo di sviluppo della cultura. Il “passaggio” del patrimonio non è un semplice cambio di proprietà o di collocazione dei beni, ma rappresenta il modo in cui l’identità di un popolo si crea e si diffonde.
Arte medievale in mostra. Modelli e progetti espositivi in Italia (1871-2022)
Dossier 8 (2023)
Questo Dossier intende esaminare come il fenomeno delle mostre e dei relativi allestimenti temporanei e permanenti abbia contribuito a plasmare una particolare percezione dei modelli di immagine comunemente intesi come “medievali”, approfondendo sia questioni di carattere generale e trasversale, sia specifici casi di studio relativi a episodi espositivi e museali che hanno segnato l’epoca contemporanea dalla fine del XIX secolo sino a oggi.
Franco Acquaviva – Roberta Gandolfi
Questo dossier è figlio di un appuntamento che il Teatro delle Selve ha promosso e organizzato con cadenza annuale, nel 2010, 2011 e 2012, sotto l’ala di un festival sui generis come Teatri Andanti, sulle sponde del lago d’Orta, in collaborazione con l’insegnamento di Storia del teatro contemporaneo dell’Università di Parma (cfr. Acquaviva 2011 e Gandolfi 2011). Insieme avevamo pensato quelle giornate in forma seminariale; alternavano momenti di riflessione e pensiero con altri di performance nella natura e intendevano favorire lo scambio e l’interazione fra pratiche artistiche (e in primo luogo teatrali), riflessioni intellettuali e politiche locali che, da campi diversi, mettono al centro progettualità contemporanee e partecipate di incontro col luogo – inteso nella sua totalità culturale di dimora e memoria – che promuovono iniziative e eventi artistici volti alla sostenibilità e creatività ambientale, che interrogano gli statuti percettivi dell’alterità ambientale e i modi contemporanei di abitarla.
Il dossier, prima che documentare quegli appuntamenti, ne prolunga gli esiti e le sfide: le persone che vi avevano partecipato sono state chiamate a elaborare ulteriormente il loro pensiero, e abbiamo coinvolto anche altri artisti e studiosi implicati nello studio e nella ricerca di forme poetiche di relazione al luogo. Come si dice in questi casi, abbiamo allargato il cerchio, secondo una modalità che per altro ha contraddistinto anche i seminari annuali. Il titolo, Agire il Paesaggio, è transitato intatto dagli incontri al dossier, per segnalare che identica e feconda è la prospettiva: interrogare l’agire dell’arte nel paesaggio, oltre il tradizionale approccio vedutistico e alla luce del dibattito odierno sul globale e sul locale; contribuire a una cultura del vivente che appartiene profondamente al teatro come alla ecologia, e che caratterizza oggi vari territori di pensiero, dall’arte tutta alla geografia alla filosofia alle scienze.
Ricerche di S/Confine, rivista votata per statuto agli sconfinamenti, ci è sembrata il luogo ideale per sviluppare in forma scritta tali prospettive, considerando anche l’appartenenza della rivista a un Ateneo, quello di Parma, che sta interrogando a fondo questi campi del sapere (cfr. almeno Iacoli 2012).
Il dossier è organizzato in tre sezioni. La prima, Voci dai teatri in ambiente naturale, raccoglie sei dense testimonianze dei teatranti che in questi anni misurano e mettono alla prova la loro ricerca dentro agli spazi aperti e nei paesaggi: Giuliano Scabia (autentico precursore, fin dalla fine degli anni ’60, di tante pratiche “fuori dai teatri”), O Thiasos TeatroNatura, il Teatro delle Selve, il Teatro delle Ariette, Lorenza Zambon, Piccolo Parallelo.
Le ricerche teatrali nel paesaggio: prospettive raccoglie quattro contributi analitici, per mano di studiose dello spettacolo, orientati su questioni specifiche: un’analisi che mette in prospettiva le ricerche performative negli ambienti naturali rispetto alla sperimentazione teatrale contemporanea tout court (Gandolfi); una ipotesi di lettura di queste pratiche alla luce del classico studio di Paolo Toschi sulla ritualità contadina (Bianchi); un affondo dentro al paesaggio esteriore e interiore di Die Klage der Kaiserin, l’unico film di Pina Bausch e del Tanztheater Wuppertal (Romanini); infine una riflessione sull’andare della poesia che suggerisce connessioni profonde fra alcune esperienze del poetare incarnato novecentesco, da Scabia a Yeats fino a Lorca e al duende (Gasparini).
L’ultima sezione, Intersezioni con le discipline e le politiche del paesaggio, raccoglie i contributi di operatori culturali e studiosi di altri territori disciplinari, fra i più attivi, in questo nostro tempo, per la ridefinizione del luogo e del paesaggio: l’estetica, la geofilosofia, la geografia, la progettazione ambientale. Tomaso Colombo ci parla di cosa significa progettare la vivibilità e gli usi di un grande parco urbano (e perché e come abbia senso ricorrere al contributo delle arti); Laura Menatti ci invita a ripensare filosoficamente il paesaggio fra locale e globale; Rita Messori interroga le pratiche dei teatri nel paesaggio da un punto di vista estetico e con approccio fenomenologico; Davide Papotti ripensa geograficamente il fatto teatrale.
Gli autori e le autrici che contribuiscono al dossier animano un campo di interazione e scambi, che è più grande di quello visibile dall’indice dei nomi e al quale appartengono anche artisti, studiosi, colleghi che vogliamo qui ricordare, perché li abbiamo incontrati di persona e le loro ricerche appartengono allo stesso orizzonte dal quale muovono i nostri interrogativi. Franco Lorenzoni con la casa-laboratorio di Cenci è una voce qui mancante e tuttavia fondamentale dei teatri che agiscono in ambiente naturale (Cappelli e Lorenzoni 2003); Italo Testa ha organizzato per alcuni anni a Berceto, in Emilia, Pensieri viandanti, una iniziativa affine a Agire il Paesaggio, dalla quale sono nati preziosi volumi di approfondimento e ricerca (Testa 2007, 2009, 2010); Giulio Iacoli, occupandosi della percezione narrativa dello spazio, ha incentivato i nostri scambi con curiosità e tenacia, spingendo avanti l’indagine comune (Iacoli 2008 e 2012); la fisica Alice Benessia, ricercatrice dell’Istituto di ricerche interdisciplinari sulla sostenibilità (IRIS) dell’Università di Torino, ci ha sempre fornito una sponda per guardare alle questioni della sostenibilità ambientale in prospettiva scientifica. Oltre a loro, un pensiero va anche a tutte/i gli altri che, insieme agli autori e autrici dei contributi qui raccolti, hanno partecipato alle tre giornate di studi e performance sul lago d’Orta: Andrea Amerio, Gimmi Basilotta, Cesare Bermani, Enrica Borghi, Domenico Brioschi, Carlotta Pedrazzoli, Tommaso Correale Santacroce, Giorgio Degasperi, Camilla Dell’Agnola, Andrea Del Duca, Mariella Fabbris, Francesca Ferri, Serena Gaudino, Riccardo Gili, Elisabetta Locatelli, Antonio Moresco, Anna Olivero, Angelo Pennacchio, Andrea Ruschetti, Beniamino Sidoti, Carla Taglietti, Marco Zappalaglio.
Agire il paesaggio vuole continuare a creare interrogazione e pensiero, come già lo hanno fatto le persone e le iniziative appena citate. Sperando di avervi incuriosito, oltre a leggere vi invitiamo anche a contattarci e a scriverci.
Franco Acquaviva: info@teatrodelleselve.it
Roberta Gandolfi: robertapierangela.gandolfi@unipr.it
Riferimenti bibliografici
Acquaviva, F 2011 ‘Walking on the lakeside’ in Colombo e Zambon (ed.), Teatro e Natura. Naturalmente arte. Vivere i parchi con gli occhi e con il cuore, Marco Valerio editore, Torino, pp. 89-97.
Cappelli, A, Lorenzoni, F 2003 (ed.) La nave di Penelope, Firenze, Giunti.
Gandolfi, R 2011, ‘Agire il paesaggio: un incontro a Miasino’, in Colombo e Zambon (ed.), Teatro e Natura. Naturalmente arte. Vivere i parchi con gli occhi e con il cuore, Marco Valerio editore, Torino, pp. 101-104.
Iacoli, G 2008, La percezione narrativa dello spazio: teorie e rappresentazioni contemporanee, Carocci, Torino.
Iacoli, G 2012 (ed.), Discipline del paesaggio: un laboratorio per le scienze umane, Mimesis, Milano-Udine.
Testa, I 2007, Antropologia ed estetica del camminare, Diabasis, Reggio Emilia.
Testa, I 2009, L’etica del camminare, Diabasis, Reggio Emilia.
Testa, I 2010, Poetiche del camminare, Diabasis, Reggio Emilia.
ARCHIVIO
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
vol. XIII, n. 1 (2025)
Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche postfotografiche che interessano usi documentali, artistici e sociali e che si pone come elemento di confine tra diversi sistemi espressivi.
Lo screenshot è una “fotografia” dello schermo – e in quanto tale può essere letta anche come pratica di rimediazione – che permette a chiunque di salvare contenuti che appaiono sui nostri device e che, anche in italiano, ha assunto una dimensione verbale (si screenshotta ciò che ci interessa appuntare, ricordare o condividere).
Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative
vol. XIII, n. 1 (2025)
Introduzione / Introduction
Elisabetta Modena - Federica Villa Basta una rapida pressione simultanea di tasti – sul computer o sul bordo liscio di uno smartphone – per catturare ciò che appare su uno schermo e sottrarlo al suo immediato dissolversi. È un gesto minimo e quotidiano, entrato con...
CALL FOR PAPERS – L’infanzia in scena
Call for papers - Vol. XIV, n. 1 (2026) L’infanzia in scena: drammaturgia, pedagogia e amministrazione del bambino nel teatro d’opera a cura di Ruben Vernazza Il prossimo numero della rivista è dedicato a contributi che studino il rapporto tra opera e infanzia da...
Pensare i festival. Teatro, memorie, conflitti al FITU di Parma e al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1953-1975)
Dossier 10 (2026)
Il dossier si colloca all’interno del progetto PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale e assume il festival non come semplice contenitore di eventi, ma come forma storica e dispositivo culturale. Attraverso i casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione tra pratiche artistiche, assetti istituzionali, immaginari politici e trasformazioni sociali nel secondo Novecento italiano.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Il convegno Patrimoni in Movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, tenutosi a Parma e Modena nel 2024, ha indagato il tema della movimentazione dei beni culturali in chiave interdisciplinare. La consapevolezza che il patrimonio sia testimonianza della nostra storia, depositario dei valori a cui siamo legati, obbliga a ripensare l’impatto del suo spostamento nel processo di sviluppo della cultura. Il “passaggio” del patrimonio non è un semplice cambio di proprietà o di collocazione dei beni, ma rappresenta il modo in cui l’identità di un popolo si crea e si diffonde.
Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni
Dossier 9 (2025)
Introduzione
L’idea da cui ha preso avvio il convegno Patrimoni in movimento. Vendite, spoliazioni, lasciti, donazioni, svoltosi tra Parma e Modena nei giorni 9 e 10 maggio 2024, nasce dalla volontà di approfondire, in una prospettiva diacronica e interdisciplinare, i processi di...
CALL FOR PAPERS – LO SCREENSHOT
Call for papers - Vol. XIII, n. 1 (2025) Lo screenshot. Stilemi e pratiche nelle arti visive e performative a cura di Elisabetta Modena e Federica Villa Diffuso forse tanto quanto il selfie, ma ancora oggi poco studiato, lo screenshot fa parte di una serie di pratiche...
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Introduzione
di Valentina Anzani e Claudio Passera Gli archivi documentari rappresentano per più ragioni un terreno fertile e imprescindibile per la ricerca storica. Luoghi di tutela e valorizzazione della memoria, capaci di restituire materiali essenziali alla costruzione di...
Archivi della festa e dello spettacolo
vol. XII, n. 1 (2024)
Questo numero, dedicato agli Archivi della festa e dello spettacolo, confronta metodi di mappatura, studio e digitalizzazione di fonti primarie utili a indagare la cultura delle arti performative in contesti storici differenti, accomunati però dal desiderio di celebrare un accadimento significativo. Manoscritti, stampe, disegni, bozzetti, piante di luoghi teatrali – spesso inediti – raccontano in queste pagine di progetti, cronache e idee di feste. Non per dettagliare il ritratto di eventi più o meno noti del passato, ma per guidare il lettore alla scoperta degli archivi che hanno ancora una storia diversa e nuova da narrare della civiltà che ha prodotto i festeggiamenti qui esaminati.
CALL FOR PAPERS – ARCHIVI DELLA FESTA E DELLO SPETTACOLO
Il prossimo numero della rivista è dedicato a contributi che illustrino l’apporto degli archivi alle ricerche sulla festa teatrale e musicale e, in particolare, a esperienze significative nella capacità di tracciare percorsi di gestione, studio e divulgazione dei...