Disïata parola, imagine divina. Parma per Dante 2019-2021 Dossier 6 (2021)
Premessa

ARCHIVIO RIVISTA

Cataloghi: storie soluzioni e prospettive
vol. XI, n. 1 (2022)

Questo numero vuole offrire una riflessione critica sulla storia e il ruolo della catalogazione come strumento di organizzazione del sapere e di tutela dei beni culturali, anche attraverso un’analisi dell’evoluzione dell’inventario da ‘lista delle cose’ a strumento digitale di valorizzazione e comunicazione di una collezione, riflettendo inoltre sull’importanza del catalogo come forma di ricognizione individuale e/o di rappresentazione collettiva.

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Il documentario d’arte in Italia
Vol. IX, n. 1 (2018)

Cristina Casero - Sara Martin - Federica Veratelli Editoriale Full Text Federico Longari Solazzi Il cinegiornale come mezzo di propaganda: Varo e viaggio inaugurale del Conte di Savoia della compagnia Italia di Navigazione (1930) L'articolo propone un confronto tra un...

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ARCHIVIO DOSSIER

Arte medievale in mostra. Modelli e progetti espositivi in Italia (1871-2022)
Dossier 8 (2023)

Questo Dossier intende esaminare come il fenomeno delle mostre e dei relativi allestimenti temporanei e permanenti abbia contribuito a plasmare una particolare percezione dei modelli di immagine comunemente intesi come “medievali”, approfondendo sia questioni di carattere generale e trasversale, sia specifici casi di studio relativi a episodi espositivi e museali che hanno segnato l’epoca contemporanea dalla fine del XIX secolo sino a oggi.

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Nicola Catelli, Luca Di Sabatino, Paolo Rinoldi

La miscellanea Disïata parola, imagine divina. Parma per Dante 2019-2021 raccoglie e mette a disposizione di un più ampio pubblico alcuni degli interventi presentati nei primi due cicli di conferenze della rassegna Parma per Dante, organizzata dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali dell’Università di Parma, con il patrocinio del Comune di Parma, in occasione delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri. Le conferenze, dedicate alla fortuna della Commedia nelle arti visive e performative (Dante e le arti, primo ciclo della rassegna) e alle intersezioni tra l’opera dantesca e la cultura parmense (Dante e Parma, secondo ciclo), si sono svolte dal novembre 2019 al maggio 2021.

La cronologia degli incontri, ideata in previsione dell’anniversario dantesco, si è purtroppo sovrapposta al tempo luttuoso della pandemia, di cui la serie di conferenze porta i segni: alcuni appuntamenti previsti originariamente nel programma non hanno potuto aver luogo, altri sono stati invece riformulati per garantire la fruibilità ‘a distanza’ – mentre l’emergenza sanitaria ci rendeva, se non esperti, almeno più consapevoli ‘de li vizi umani e del valore’. Figli di tempi difficili e di una genesi complessa e cupa, gli incontri danteschi hanno però prodotto, almeno così ci pare, un risultato armonioso: i saggi qui selezionati riescono a coniugare una varietà di metodi e argomenti che rispecchia gli interessi di ricerca del nostro Dipartimento (da cui proviene la maggioranza degli autori) a una significativa coerenza tematica. Entrambe le sezioni in cui si articola il volume, corrispondenti alle due annate di incontri, mettono infatti al centro – fin dal titolo, in cui si intrecciano la parola disïata di Purg. XXXIII, v. 83, e l’imagine divina di Par. XX, v. 139 – la prospettiva dialogica della compresenza di parola e immagine: il celebre visibile parlare della cornice dei purganti superbi e l’arte della poesia così unite nella Commedia dei sensi.

La prima sezione, Dante e le arti, include tre saggi in cui il linguaggio figurativo e performativo del teatro, del cinema e della televisione dialogano con la Commedia: Federico Bellini (Dante/Pasolini: lo naturale è sempre sanza errore) rilegge il rapporto fra Dante e Pasolini come presupposto e fonte di ispirazione per l’opera Una commedia divina: Dante/Pasolini, portata in scena nel 2019 da Antonio Latella; Jennifer Malvezzi (Visioni dell’Aldilà, al di là della visione. Suggestioni dantesche in Inauguration of the Pleasure Dome e nel Fellini-Satyricon) riflette sulle trasposizioni filmiche dell’Inferno dantesco e sulla condizione stessa della spettacolarità cinematografica come possibile inferno terreno; Giulia Govi (A good old text always is a blank for new things. L’Inferno televisivo di Peter Greenaway e Tom Phillips) analizza infine la miniserie sperimentale diretta di Peter Greenaway e Tom Phillips incentrata sui primi otto canti dell’Inferno.

La seconda sezione, Dante e Parma, comprende interventi dedicati ad approfondire alcuni momenti di rilievo in cui la Commedia e la sua fortuna hanno intrecciato la storia e la cultura di Parma. Punto d’avvio è naturalmente la figura del ciabattino Asdente, confinata da Dante fra indovini e fattucchiere infernali e studiata nel saggio di Paolo Rinoldi (Un parmigiano all’Inferno: Asdente); due episodi di intertestualità dantesca sono invece considerati nel contributo di Francesco Gallina (Ispirazioni dantesche: la Commedia nei poemi di Jacopo Sanvitale e Francesco Scaramuzza), in cui vengono esaminati due poemetti di autori parmensi del XIX secolo alla luce, anche, delle pratiche dell’occultismo che ebbero un ruolo non secondario nella lunga fortuna del mito dantesco; lo stesso Scaramuzza, questa volta nella veste di illustratore, è al centro dell’intervento di Nicola Catelli (Per Scaramuzza illustratore di Dante: una nota su Gerione), che propone una lettura di una tavola dedicata dal pittore parmense alla figura del mostruoso Gerione; infine, Giuseppe Martini (Dante e Verdi) si sofferma sul rapporto di ammirazione e in parte di rispecchiamento che legò Verdi a Dante, e che permette di entrare, attraverso una prospettiva inusuale, nelle ‘scelte poetiche’ dell’opera verdiana.

Anche nel momento in cui scriviamo questa nota introduttiva la pandemia è ben lontana dall’essersi esaurita: nel licenziare il volume esprimiamo così l’auspicio che esso possa rappresentare per il lettore, come è stato per noi, segno di una comunità che ritrova nel dialogo tra individui e nelle passioni comuni il collante e il lievito di nuove speranze e futuri lavori.

ARCHIVIO

Arte medievale in mostra. Modelli e progetti espositivi in Italia (1871-2022)
Dossier 8 (2023)

Questo Dossier intende esaminare come il fenomeno delle mostre e dei relativi allestimenti temporanei e permanenti abbia contribuito a plasmare una particolare percezione dei modelli di immagine comunemente intesi come “medievali”, approfondendo sia questioni di carattere generale e trasversale, sia specifici casi di studio relativi a episodi espositivi e museali che hanno segnato l’epoca contemporanea dalla fine del XIX secolo sino a oggi.

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